La politica è una cosa sporca. Da qualsiasi parte la si analizzi, la politica è incessantemente condannata a tradire se stessa, ciò che la mosse.
La politica è una cosa sporca. Vedere Bertinotti vestito elegantemente anziché da rappresentante delle classi lavoratrici, quando potrebbe destinare ciò che guadagna al partito e non a qualche negoziante, dovrebbe far riflettere su quello che accade in qualsiasi altro partito, sindacato, istituzione.
Ma se Bertinotti si veste così – se ha quella erre moscia, quando potrebbe tranquillamente pagarsi un corso di dizione e sarebbe pure suo dovere farlo, mentre parla in maniera tanto elevata, tanto intellettuale – è per avere l’arma di poter dare agli altri del populista. Questa è la politica. Non sarebbe più democratico che nell’agorà televisivo io vedessi rappresentato fisicamente il lavoratore, l’operaio, il contadino? E quando Bertinotti, perché Bertinotti è solo un esempio, venisse a trovarsi tra la sua gente – sua per modo di dire, mica so se è così – chi si sentirebbe a suo agio di fianco a uno vestito da signore?
Questa premessa per far capire ciò che sta succedendo in questi giorni. A un angolo del ring abbiamo lo stralogoro Berlusconi, capace grazie ai suoi tv-dollari di risalire rapidamente , dall’altro abbiamo uno che sulle bugie altrui ci campava di rendita: Fassino.
Fassino dal punto di vista dell’immagine è uno alla Veltroni. Uno che sembra non abbia ambizioni, sembra uno che riceve volentieri ordini, che si difende quand’è giusto difendersi, non ha reazioni volgari, non è un irascibile. Un tipo fidato. Vai a capire poi perché i DS avessero bisogno di una seconda banca oltre MPS.
Cosa sta accadendo? una cosa molto semplice. Come era già successo 10 anni fa a Brescia, Berlusconi smentisce e rilancia, divertendosi come un matto adesso che è arrivato il suo turno. Fa bene? Certo che fa bene, visto che la politica è una cosa sporca, visto che in un paese a maggioranza egoista costruire un impero gli deve essere costato il triplo in termini di ipocrisia e ruffianeria rispetto a un qualsiasi altro imprenditore europeo o americano. Allo stesso tempo, leggo su repubblica la reazione di Fassino ogni volta che gli arrivano ste scudisciate. Sono chiacchiere. La persona di valore, trovandosi al suo posto, si dimette. L’analogia, che forse ha spinto Pansa a chiedere le dimissioni del gruppo dirigente, è con Brescia 10 anni fa. Perché dobbiamo dire grazie a Brescia, grazie a Berlusconi, se Di Pietro si dimise e finì Mani Pulite. Il cavaliere c’aveva già provato offrendogli la poltrona di ministro. C’è riuscito facendo leva sulla coerenza di una persona normale. La stessa operazione che sta tentando oggi con Fassino, che si è sempre dipinto come politico coerente e attento. Non lo è: non c’è solo questa o quell’intercettazione, ma anche la mancanza di fiducia nei compagni di partito, o l’ambizione al potere, che lo spingono a non dimettersi.
Di Pietro tornò da Brescia pulito, assolto con formula piena, senza amnistie, prescrizioni, leggi ad hoc, politici amici, televisioni amiche, giudici amici, senza un partito fatto in fretta e furia per salvarlo da sicura condanna, senza che gli avvocati che lo difendono siedano in parlamento. Tornò soprattutto pulito da qualsiasi eventuale conflitto di interessi, seppur piccolo. Perché una Mercedes non è paragonabile a BNL, nè a ciò che ha fatto sinora l’impero berlusconiano per la tenuta della democrazia. Se si chiama impero ci sarà un motivo no?
Fassino il conflitto di interessi ce l’ha. Il problema è che non ce l’ha solo come personaggio politico. Ce l’ha per la carica che ricopre. Quell’abbiamo è sintomatico. Qui non c’è un singolo politico con le mani in pasta, ma un partito che è stato impostato per non fare sola politica. Ci sono molte ragioni perché Fassino si dimetta.
In questo momento Forza Italia e gli ex-democristiani rappresentano la parte meno nobile della politica. Pretendere da essi gesti democratici, aperti, coerenti è troppo per le loro forze. Da bravi rappresentanti della destra, sono incapaci di vedere la trave nel proprio occhio, mentre ingigantiscono a dismisura la pagliuzza nell’occhio altrui. RIpeto: se una Mercedes aveva davvero tutto quel valore, avremmo dovuto spedire Berlusconi al confino su Plutone, in vacanza.
Tuttavia, per chi si dipinge come migliore, come eticamente alto, non è possibile lo stesso metro. AN, DS, Lega e Rifondazione non possono sgarrare nemmeno un po’. Fassino si dimetta. Non faccia il riformista fino in fondo.
Ma non lo farà. È un politico, e la politica è una cosa che bisogna conservare così com’è: sporca.

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