Su Viterbo

Il lavoro rappresenta la principale risorsa che manca nel Viterbese. Non ce n’è abbastanza. La dove il lavoro manca cresce l’ignoranza e la malavita e diminuisce il senso civico e delle istituzioni. Per alcuni versi, economicamente Viterbo è adesso nel sud d’Italia, più a sud di Roma. Ma la posizione geografica favorevole può regalare non solo a Viterbo quel salto di qualità della vita che i suoi cittadini aspettano da tempo, ma al Lazio la possibilità di contendere con la Lombardia il primato economico e all’Italia la crescita del PIL che tanto agogna. Questo per alcuni motivi che vengono qui esposti, e che trovano nella crisi economica attuale la spinta favorevole per un cambiamento ben progettato e allo stesso tempo celere.

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Dobbiamo immaginare l’Italia che verrà, più aperta alle economie del sud del Mediterraneo, più popolata. Tra gli obiettivi da mettere sul tavolo nel Lazio uno e fondamentale è diminuire il pendolarismo verso la Capitale, accentuando il decentramento non solo amministrativo, portando strutture museali che con la civiltà romana c’entrano poco lì dove dovrebbero essere. Nel caso di Viterbo, tutta l’etruscologia, dal Museo di Villa Giulia, alla Sovrintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.

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Una delle idee per rivitalizzare la provincia laziale è dirottare nelle sedi distaccate de La Sapienza nel Lazio lo studente non romano. Una Capitale meno ingolfata dal traffico, meno appesantita dalla burocrazia, più executive, e allo stesso tempo una provincia laziale dove è il lavoro che si avvicina a casa e non più tendenzialmente dove un milione di pendolari si sposta quotidianamente a Roma è l’idea che, se realizzata, rende la nostra Regione non solo meglio redistribuita sul territorio sia demograficamente che economicamente ma soprattutto pronta alle sfide del domani.

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Infrastrutture

Aeroporto a Viterbo.
Motivi dell’Aeroporto a Viterbo. 

La Tuscia, o meglio la Maremma Tosco Laziale, è insieme la prima zona storicamente toccata profondamente dal brigantaggio nell’Ottocento, afflitta da depressione economica durante il Novecento, mancante di infrastrutture e scarsamente sfruttata nel contribuire al miglioramento del PIL nazionale. In altre parole, pur non essendo zona beneficiata dall’ormai mitica Cassa per il Mezzogiorno, è il primo “deserto economico” dove l’Italia si divide in due.

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Eppure si trova non solo nel centro geografico del paese, ma ha alcune potenzialità qui esposte.

Civitavecchia, pur essendo provincia di Roma, è fondamentalmente una enclave in Tuscia. Civitavecchia contende a Barcellona il primato del traffico crocieristico del Mediterraneo, ma porta essenzialmente turismo da e per Roma, nonostante il grande valore culturale e turistico del territorio viterbese a lei più vicino rispetto alla Capitale.

Uno degli obiettivi dell’Aeroporto di Viterbo è consentire un definitivo decollo crocieristico (ma non solo) di Civitavecchia di modo che non sia più unicamente Porto di Roma ma si trasformi (e in parte lo è già) un grande porto dell’UE.

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Alitalia è il vettore aereo nazionale di bandiera. Ora l’Italia si trova a regredire nell’attrazione del turismo internazionale, secondo tutte le classifiche emesse in materia. Alitalia cede mercato nei confronti delle compagnie low cost che sono la vera rivoluzione nel settore. Eppure tutte le grandi capitali europee, per preservare le rispettive compagnie di bandiera, hanno messo gli scali low cost più lontano dai centri cittadini. In questi ultimi mesi tuttavia sta accadendo che a Fiumicino vi sono intensi lavori per il raddoppio della capacità aeroportuale, che porterebbe le compagnie low cost a entrare nello scalo romano, il primo nazionale, e a rendere definitivamente non più competitiva la compagnia di bandiera. A quel punto Alitalia potrebbe chiudere o essere ceduta, con la conseguenza che sarebbe una compagnia di bandiera estera (Air France) a stabilire l’afflusso turistico (la principale risorsa nazionale) nel nostro paese.

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L’Aeroporto di Viterbo nasce proprio per il low cost e mira a impedire a livello nazionale questa che sarebbe economicamente una tragedia epocale per l’Italia. Ambisce a portare non solo il turista desideroso di crociera a Civitavecchia, o il turista innamorato di Roma nella Città Eterna, ma anche a collegare ai maggiori scali europei la Tuscia, l’Umbria, la Toscana, l’intera Italia Centrale così ricca di borghi da vedere e dove pernottare e di sana enogastronomia (la dieta mediterranea) da scoprire e assaporare.

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Latina e Frosinone chiedono dei ospitare loro il low cost ma a fronte di un traffico in uscita più importante di italiani che vanno all’estero spendendo meno vi sarebbe una diminuzione turistica in entrata giacché Campania e Ciociaria non hanno già oggi la stessa attrazione e gli stessi numeri delle regioni italiane intorno a Viterbo.

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Obiettivi infrastrutturali: Aeroporto ma non solo.

Riprendere il progetto, l’iter dell’Aeroporto di Viterbo lì dove il governo Monti lo ha interrotto. Realizzare l’Aeroporto in tempi brevi, entro l’arco della legislatura. Impedire che il raddoppio degli slot di Fiumicino accolga il low cost. Accompagnare sempre in tempi celeri la costruzione dell’Aeroporto con le necessarie infrastrutture.

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La Civitavecchia Orte va ultimata entro la legislatura. Il tratto laziale dell’Autostrada Civitavecchia Livorno va ultimato entro dieci anni. Il raddoppio di corsia della SS 2 Cassia tra Monterosi e Vetralla, ossia tra Cassia Veientana e Viterbo Orte, per come è stato messo in campo dal Ministero delle Infrastruttre da almeno quindici anni va realizzato. Il limite di velocità tra Viterbo e il GRA non deve mai scendere sotto i 110 km\h. Il potenziamento stradale tra Viterbo e Orvieto, ossia la cosiddetta “Strada degli Etruschi”, va fatto.

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Un collegamento ferroviario diretto e veloce tra Viterbo e Roma con tempi di percorrenza inferiori a quelli che ci sono tra Orvieto e Roma (<60 minuti) va progettato, approvato e messo in campo. Le politiche per l’Interporto di Orte vanno anche nella direzione di una maggiore integrazione dell’economia umbra con lo scalo ortano.

I caselli autostradali che interessano il territorio viterbese vanno monitorati e accompagnati con un miglioramento delle infrastrutture stradali circostanti che devono collegarli commercialmente con il nostro territorio.

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Va accelerato l’iter dell ANAS (vedi sito Anas Strade) che prevede la costruzione dell’autostrada Civitavecchia Orte Mestre allargando l’attuale superstrada.

Trasformazione di Civitavecchia da porto crocieristico a porto tout court che serva da scalo merci per l’Italia Centrale e il Mediterraneo Occidentale.

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