Proposte per uscire dalla crisi pagando lo scotto (ma uscendone)

La classe media non ha garantito la democrazia se non nelle riunioni di condominio. É stata suddita dei propri servitori, anziché cittadina sovrana.
L’impegno a cambiare le cose non è una rivoluzione estemporanea ma deve essere presente nei pensieri di politici e burocrati tutti i giorni.
Per questo dobbiamo fare il ricambio continuo, e non sperare anche noi in quelle posizioni di rendita che finora sono state finanziate a debito pubblico. Basta debito pubblico su cui speculano le banche, basta economia gonfiata dai condoni edilizi da cui insanamente dipende metà del pil, basta indebitarsi per simulare uno status sociale che non si ha, saldiamo il debito pubblico e poi moratoria di dieci anni sulla emissione di titoli di stato, saldiamo i 120mld€ alle aziende creditrici dello stato, basta cig che salva aziende decotte ma sussidi ai licenziati.

  1. redistribuiamo le rendite a chi non ha (tali da far comunque desiderare il superfluo, e dunque il lavoro decentemente pagato) a chi non ha altro, ossia non appartiene a un nucleo familiare con oltre due milioni di euro di patrimonio complessivo.
  2. smettiamo di fondare l’economia italiana che per metà si basa sull’edile sui condoni edilizi (populistici) che ogni dieci quindici anni tengono su tutta la nostra economia e il macroparametro (PIL) che rende sostenibile il debito pubblico agli occhi dell’europa.
  3. escludere i milionari dai lavori statali e dalle cariche elettive: ineleggibilità e inassumibilità nel settore pubblico di coloro che fanno parte di un nucleo familiare che possiede più di due milioni di euro di patrimonio in Italia e all’estero.
  4. far durare solo dieci anni i contratti per i dipendenti statali che prendono più di tremila euro di stipendio mensile e trasformarli in consulenti
  5. vietare agli statali di candidarsi pena la perdita del lavoro
  6. escludere chi ha servito lo stato nel limite delle due legislature da altri rapporti con lo stato anche elettivi anche lavorativi
  7. escludere i laureati dai concorsi per diplomati
  8. rendere i concorsi pubblici obbligatori e esclusivi nei nuovi contratti di aziende pubbliche parastatali municipalizzate e di diritto privato e pubblica proprietà.
  9. non pagare la pensione ai milionari
  10. non eleggere né far si che rappresentino un costo per lo stato cittadini in età di pensione. Così come c’è un limite anagrafico in basso ce ne deve essere uno in alto. Basta con la gerontocrazia.
  11. Eliminare totalmente dai canali RAI trasmissioni di varietà. Puntare su trasmissioni che parlino del fare impresa, di attività produttive, delle opportunità di lavoro, di formazione, di infrastrutture. Eliminazione del canone RAI.
  12. fare tutta una serie di politiche di reddito e di mercato del lavoro per cui i migliori della classe anzichè fare i dipendenti statali e creare debito si mettono a fare impresa e creare pil, per non lasciare che gli unici imprenditori siano quelli che a scuola si arrabbattavano…
  13. e, ovviamente, no al cumulo delle cariche: chi lavora nel pubblico può fare solo quello. Anche i contratti di consulenza devono essere in esclusiva, o non durare (comunque il monte delle collaborazioni con enti statali non deve superare i dieci anni).
Salveremmo economia reale ceto medio e democrazia… e creeremmo lavoro, al netto di tutte le ideologie.
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