L’etica e la responsabilità

Il post sui marò mi ha fatto capire alcune cose. Cioè che per esempio da una parte c’è una classe politica fatta di tante individualità, ognuna tesa a costruirsi una propria carriera, il che già suona antidemocratico. Dall’altra parte invece c’è una opinione pubblica che, seppure complessa, ovvero capace di articolarsi in tanti livelli di lettura, mangia quotidianamente la pubblica toeletta della casta sovrana, i suoi riti ufficiali e i suoi pettegolezzi ufficiosi.

Un’altra cosa che ho imparato è sulla velocità delle notizie: volevano che sapessimo per un anno che i due marò in India erano nei casini, senza dettagliarci i particolari. Oggi vogliono che i particolari si sappiano, e che ognuno ne parli.

Tuttavia, la cosa che più mi ha colpito è la retorica della responsabilità.
Nelle loro dichiarazioni pubbliche, i politici di ogni schieramento (e, si, anche i grillini compreso il caro leader), costruiscono interi discorsi attorno al tema della responsabilità.
Questo perché il popolo italiano ha sempre, nel suo sport nazionale della chiacchiera da bar, affianco a capitoli intitolabili come  “Se io fossi allenatore della nazionale”, “Se io fossi il sindaco di Roccadisottammare”, “Se io fossi Berlusconi”, “Se io avessi tutto quello che voglio” anche una breve premessa, intitolata significativamente “Lo so io di chi è la colpa” dove per colpa si intende una gogna su cui scaricare, ehm, le proprie responsabilità.
Ecco. La casta SA di essere televisivamente oggetto di condanna, e fisicamente oggetto di adulazione finché rimane in sella. Questo naturalmente non aiuta a schiodarla di lì. Ma nella sua retorica davanti ai microfoni fa sempre cenno alla parola ” R E S P O N S A B I L I T A’ “.
E non ne parla mai riferendosi a sè stessa. Sono gli altri che se le devono assumere.
I telegiornali cioè sono costruiti in modo tale che mane e sera ci sia sempre una intervista o una dichiarazione (Casini e Bersani sono i più gettonati) con all’interno questa parola.

Ora, un semplice gioco di magia banale. Sostituiamo la parola in questione con la parola COLPA. “Sono loro che si devono assumere le loro colpe”. Eh? Come suona? Eccolo qui, è un inno all’autoassoluzione che la parola responsabilità copre ma suggerisce.
I politici sanno di avere delle colpe e sanno di doversi offrire televisivamente alle condanne dell’opinione pubblica, ma tendono a svignarsela. E complicare una dichiarazione con una parola sublime e poetica, che non dice ma suggerisce, serve per distrarci dall’idea che in quella dichiarazione non ci sia nulla di nobilmente politico, nulla di propositivo.

L’etica della politica infatti consiste nella costruzione del possibile per affrontare il domani, migliorare le condizioni di vita degli indigenti, eliminare per quanto possibile le sovrapposizioni tra rendita (che non c’è per tutti) e lavoro (che non c’è per tutti, e non può essere un diritto di chi già ha di che vivere). Ma, al  contrario, si fanno “inciuci” affinché le “riforme ” di cui ha necessità il paese siano in realtà controriforme, su cui fare “distinguo” per giustificarle, a cui non puoi controbattere perché in realtà la loro è una “battaglia per le libertà” (centrodx) o per i “diritti” (centrosn, che tende a scaricare verbalmente i doveri sugli altri per conservare lo status quo degli iloti che ne giustifica l’esistenza). E questo perché “c’è la crisi”, bisogna fare una “politica degli investimenti” (laddove si associa la parola POLITICA con la parola SOLDI E LAVORO), magari “a pioggia” (SOLDI E LAVORO PER TUTTI), per “rilanciare l’economia”, facendo pressione perché l’Europa (è sempre colpa degli altri se si aumentano le tasse) consenta non solo il “rigore” ma lo affianchi con “politiche per la crescita” (ossia “politiche riformiste”) se necessario anche attraverso le “larghe intese”.

Di questo non si trova traccia in giro. Nel “merito e non nel metodo”, altra frase inflazionata soprattutto qualche anno fa (oggi va di moda “ex ante” ed “ex post”) si sottraggono tutti. Il linguaggio politico italiano è, “senza se e senza ma”, una delusione enorme. Perché è la rappresentazione pubblica del potere pubblico di fronte alla pubblica opinione, e dovrebbe essere trasparente in una democrazia, altrimenti la distrugge nelle fondamenta.

p.s.: ora sapete perché è possibile il grillismo. Una volta studiate e mandate a mente le parole chiave, tutti possono parlare di politica facendo una certa impressione.

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2 thoughts on “L’etica e la responsabilità

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