La Casa degli Spiriti di Isabella Allende

La tv passa il trailer di un film con Meryl Streep, Wynona Ryder, Jeremy Irons e Antonio Banderas (e Vanessa Redgrave 😉 ).
Mi sono andato a leggere il plot del romanzo dal quale è tratto. Pensavo che Isabella Allende fosse la classica parvenu della letteratura, l’imboscata figlia di un politico famoso ancorché morto.
Ovviamente nella Casa degli Spiriti c’è, tra le righe, il suo sentimento di figlia di una vittima della violenza politica. Ma il romanzo s’annuncia essere molto di più.
Sono stato educato a pizza e coca cola e mi piacciono i film e i libri americani, a lieto fine, i film cioè di Bruce Willis o i libri quantomeno di Dumas. E non credo d’avere la forza di spirito per leggere una vicenda tanto dolorosa.

Un simpatizzante di dx potrebbe dire che la Casa degli Spiriti è una narrazione inverosimile, con i suoi continui riferimenti all’esoterismo e al soprannaturale. Ma dimenticherebbe un particolare: gli spiriti sono l’appiglio di tutte le protagoniste femminili, nonna madre e figlia (una sequela simile a La Figlia di Mistral) VERSUS il mondo sporco e violento degli uomini, che non solidarizzano ma si scontrano. E gli spiriti in Italia sono i santi, le anime del purgatorio, certi approcci a Padre Pio: e sempre le donne sono in prima linea a cercare, a esplorare un paradiso di quiete dalle sofferenze terrene.

Ecco, quella possibile obiezione, obiezione politica, obiezione ideologica, andrebbe a sbattere contro il compito stesso di un romanzo, che pur in una via dolorosa per me difficilmente percorribile fatta di conseguenze sulle donne dell’incoscienza maschile approda all’elevazione del lettore.

La vera sterzata mistica però la Allende la da all’antagonista maschile, al colpevole di tanta infelicità, che nel suo essere senile, e senza scoprirlo, senza cioè esserne cosciente, riprende in mano il destino della propria famiglia e approda a una morte degna della visione di un mondo che gli era sconosciuto, accompagnato da una Beatrice che gli era in fondo sempre rimasta accanto e del cui splendore non riusciva ad accorgersi, accecato dalla sua ansia di possesso sulle cose e le persone.

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