Opzioni elettorali

E’ di queste ore l’uscita di Grillo sul Porcellum. In sintesi Grillo propone di andare subito alle urne, profittando della probabile crisi di governo, e del cattivo spettacolo che Berlusconi sta costringendo il PdL a mostrare, per ottenere un risultato ancor più lusinghiero del 25% raccolto a febbraio.
Probabilmente c’è da aggiungere un repulisti che Grillo e Casaleggio sono intenzionati a dare tra i parlamentari grillini, che infatti dichiarano di essere piuttosto per la riforma elettorale, cosa che non solo trova in Letta una porta aperta, ma che si presterebbe ai calcoli spicci di Berlusconi e dei suoi.
Però non è questo il punto. Grillo ha raccolto il 25% dell’elettorato disposto a votare, anzi probabilmente il M5S ha contenuto un astensionismo più spinto del corpo elettorale. Giova ricordare che il risultato, già di per sé lusinghiero, è doppio del PSI craxiano che Grillo decenni fa sbeffeggiava, e che somiglia molto ai risultati di Forza Italia.
E qui si muove il solito Berlusconi. Non potendo offrire agli italiani sè stesso come novità, perché non lo è, cerca di tirare fuori dal cilindro la “Cosa” che più somiglia nel suo universo alla novità. Ma FI non può essere composta né dai soliti falchi né dalle solite colombe, perché in realtà questa distinzione non esiste di fronte all’altra, quella dei berluscones che nulla condividono con la crisi economica degli italiani, che nel dettaglio non hanno saputo evitare (e che dura dalla fine del Piano Marshall, con l’importante parentesi dell’esplosione del debito pubblico italiano negli anni Ottanta) e che per lunghi tratti di strada hanno addirittura rifiutato di riconoscere.

A questo punto, anche per esperienza personale, per averne sentito testimonianza diretta in molti ambiti e a molte latitudini, è chiaro che i grillini stanno cannibalizzando il centrodx. L’elettore berlusconiano o ex non è ideologizzato come il “capo” vorrebbe, cercando di parteciparci tutti del necessario anticomunismo, e anzi vede il suo piccolo (compresi i contenziosi con il fisco) in contraddizione con la capacità berluscona di evitare sempre i guai, buttandola in politica (cioè in caciara).
C’è a Palazzo Grazioli la consapevolezza di tutto questo, la comprensione cioè che il corpo elettorale, messo alle strette da un fisco sempre più intransigente (al di là delle parole di circostanza, risibili, dei diversi ministri e boiardi di stato con 25 stipendi) non è disposto ad alcuna tolleranza né a una “interpretazione” delle leggi in luogo della sua applicazione, a partire dalla Carta Costituzionale.

E il PD? Mah… il PD non tollera il privato tra le sue file, non ama i CV alla Renzi, ma si compiace di essere guidato da deroganti che nella vita, quando hanno “lavorato”, sono stati sul libro spese dello Stato. Che è l’immaginario collettivo di certo elettore di sinistra: una rendita di posizione di massa (ovvero la paghetta collettiva) e un debito pubblico da cui sono deresponsabilizzati come cittadini.
Per poi dare colpa alla Germania se si sentono sudditi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...