Pensieri sparsi su auto che ho guidato

Opel Omega SW benzina i.e. 16v 1997

Ne ho avute tre, due verdi e una rossa, tutte con impianto gpl. Una macchina enorme, che nella versione migliore (sedili riscaldabili in pelle a regolazione elettrica con tre memorie che dispongono anche la posizione degli specchi retrovisori esterni e interno a oscuramento variabile, clima automatico bizona ecc) non ha molto da invidiare sulla carta a concorrenti più blasonate. Ma il motore è solo 100 kw per la mole dell’auto, che supera i 1600 kg di peso e consuma parecchio.
Molto luminosa internamente, con spazio per le gambe che rimpiango (sono alto un metro e ottantaquattro), era in realtà facile da parcheggiare se in pianura, ma andava manovrata attentamente in parcheggi su strade in salita o discesa, usando spesso il freno a mano (ancora non esisteva l’hill holder).
Il bagagliaio era grande ma poco alto, perché sotto ospitava una ruota regolare. Nel caso, fu sostituita da una bombola di gpl, un impianto di prima generazione. Il gpl chiede alla Omega liquido refrigerante e olio motore in abbondanza, e consuma di suo più della benzina. Mai più.
I sedili posteriori si abbattono creando un piano orizzontale senza interruzioni con il bagagliaio. Se uno volesse potrebbe metterci facilmente un materasso da una piazza e mezzo. Nella versione con i sedili anteriori a regolazione non elettrica, il sedile del passeggero anteriore si abbatte come nelle auto a tre porte con quella stessa leva, e il piano complessivo consente di portare oggetti oltre i tre metri se in parallelo con la lunghezza della vettura e tre metri e trenta se in diagonale. In altre parole è un’auto indovinata per i traslochi.
I fari sono comunemente dotati di fendinebbia, e gli abbaglianti non li spengono ma tutti si aggiungono per dare la massima luminosità possibile se richiesto. Il vano motore nasce per ospitare cilindrate enormi e tra il duemila e la parete anteriore ci sono così tanti centimetri che in uno scontro a lieve velocità c’è caso che il motore si salvi.
La Opel non è una marca premium e dopo un po’ smette di produrre ricambi. Ho dovuto dare via l’ultima perché stava cadendo letteralmente a pezzi ma è un’auto da cui ci si separa a malincuore.
Fra i vari guai perdite d’olio, all’impianto di aria condizionata, pulsanti nella plafoniera del tetto apribile che saltano, perdite d’acqua dal tetto apribile quando piove, le leve di abbattimento dei sedili posteriori si rompono, le versioni in moquette trattengono la polvere.
Si trovano sul mercato a mille o duemila euro. Potendo scegliere, meglio il diesel.

VW Passat Variant 3bg 2.5 TDI V6 4motion Tiptronic Highline 2002

Auto acquistata usata a 3000 euro. Consuma molto se non si è accorti. Difficile che mezzo serbatoio (31,51 litri) regali più di 400 km. La prima auto con cui la Volkswagen ha cominciato a tirarsela.
Auto dotata di ESP, di ABS, di sedili in pelle e alcantara riscaldabili, se tenuta bene si mantiene seminuova. Alcune particolarità, come il devioluci o i fari posteriori, sono praticamente plug and play, possono essere facilmente sostituiti dal proprietario senza dover passare in officina. Gommata 235/45 r 17, ha rispetto alla Omega una minore capacità di restare aggrappata al fondo se sconnesso, specie in curva. Ed essendo una macchina più stretta ha il baricentro più alto.
La spaziosità interna c’è, ma non come l’Omega. Il sedile del guidatore non ha un fondo corsa estremo, e costringe a guidare con le gambe notevolmente piegate se si è alti: di conseguenza il ginocchio sinistro batte costantemente contro il bracciolo della portiera, il quale forse anche per questo tende ad allentarsi.
I sedili posteriori sono abbattibili in due diversi modi. Il primo, più semplice, prevede il semplice abbattimento dello schienale, che crea uno spazio non però in piano con il bagagliaio. Il secondo, poco sfruttabile da chi è alto, rovescia in avanti anche il piano di seduta. In questo modo il piano complessivo si rivela regolare ma oggetti ulteriormente lunghi trovano una barriera nelle sedute che si trovano a essere in piedi appoggiate agli schienali dei sedili anteriori. Di questi ultimi, quello del passeggero, anche per via della profilatura sportiva, non è abbattibile.
Il bagagliaio in se, pur sotto i 500 litri per via della presenza della trazione integrale e di una lunghezza complessiva dell’auto ridotta in questa versione, per non dire della poca larghezza, si difende soprattutto per l’altezza, che consente insieme alla regolarità un grande sfruttamento dello spazio disponibile, al punto da essere facilmente pulibile con un aspirapolvere portatile da collegare a una delle due prese da 12v presenti sul fianco destro del bagagliaio stesso. La tendina\cappelliera è facilmente rimovibile, più della Omega, ma come altre parti dell’auto è fatta di materiale plastico volgare, tende nello specifico a sfilacciarsi e sfogliarsi nelle parti che si inseriscono nell’auto, mentre il resto è un tessuto sintetico facilmente spolverabile.
Le prese d’aria anteriori hanno la tipica chiusura a serranda. Le alette si rompono facilmente, ma queste prese d’aria sono comuni al modello pre-restyling. Lo dico perché la 3B si trova negli sfasci molto più facilmente della 3BG, che evidentemente quando pure viene salutata definitivamente non è per la rottamazione quanto per i mercati dell’est europa, dove è ancor oggi decisamente apprezzata.
L’auto può presentare alcune parti della carrozzeria che fanno storcere il naso. Per esempio i canali della pioggia sul tetto hanno una copertura rimovibile (la cui presenza nella progettazione non mi so spiegare) che con il tempo salta via. Il sottotarga è ovviamente logorato dai marciapiedi ma sono pezzi facilmente rintracciabili su ebay. Personalmente ho anche sostituito i fari anteriori, ormai opacizzati, con prodotti outlet di terze parti.
Il motore ha il problema della pompa. Se la pompa Bosch si guasta la riparazione può anche arrivare a coprire il valore dell’auto: una delle cause di rottura è la presenza di acqua nel gasolio. Tra pompe usate vendute online, pompe riparate dai pompisti e pompe originali scegliere è più difficile di quel che sembri. A determinare la scelta più costosa però sono, quando presenti, le buone condizioni generali complessive della vettura, che portano a ragionare non in termini di rivendibilità ma di longevità.
Anche la cinghia di distribuzione, sostituzione da effettuare ogni 120 mila km, è una spesa enorme: oltre ai pezzi, numerosi, da sostitu2ire influisce la necessità di smontare tutto l’anteriore dell’auto, fino ad altezza motore, ma ciò dà al proprietario anche la possibilità di sostituire i fari anteriori e altri pezzi che con il tempo possono essersi rotti o consumati.
Così come è considerevole il cambio d’olio del cambio automatico. Il quale ha il solo difetto di avere 5 marce e non sei o sette. Cambio intelligente, che varia le cambiate a seconda della pressione del pedale dell’acceleratore, che presenta posizioni di limitazione delle cambiate fino alla quarta marcia, o alla terza o alla seconda. E che ha un sequenziale, il quale però non fa sempre quello che gli si dice, e addirittura inganna chi guida dicendogli che ha inserito la terza quando i numeri dei giri del motore ancora indicano la marcia inferiore. Altro difetto: la versione che posseggo passa in quinta a 70 kmh, decisamente troppo.
Il pedale dell’acceleratore ha il kick down, se usato la macchina passa dalla quinta alla terza e rende facile un sorpasso per disimpegnarsi da una situazione di traffico in modo veloce.
La partenza non è drammatica se non per il consumo iniziale di gasolio. Il motore, dopo una rumorosità iniziale, prende a consumare attorno ai 10 litri per cento km. È sempre consigliabile la marcia più alta, e questo fa della Passat un’auto inadatta alla città. Il V6 è sulla carta un motore eterno.

Fiat Punto Evo Diesel 1.3 75 cv MyLife 2011

Auto acquistata nuova dopo aver a lungo indugiato sulla Polo corrispondente, che costava a parità circa di allestimento 5000 euro in più. Colpisce non tanto lo spazio interno, quanto la constatazione che le misure esterne siano le stesse della Fiat Tipo.

Il motore, complice la leggerezza di quella che rimane una utilitaria, è molto parsimonioso. Con diversi accorgimenti, in primis l’andatura lenta e turistica, ho percorso il tratto Cecina (LI) Montefiascone (VT) consumando 6 litri di gasolio, davvero pochi. In altre parole la sua economicità (limitatamente al consumo carburante) è pari a quella del servizio di trasporto pubblico, con la comodità di un’auto comunque versatile, facilmente parcheggiabile grazie al servosterzo in modalità City, intelligente (penso al fendinebbia che si accende quando sterzo da quel lato, o ai fari che si spengono con un ritardo impostabile dopo aver chiuso l’auto, per consentirci di trovare la chiave giusta di casa).
Le plastiche e i tessuti sono economici, quelli delle portiere dopo tre anni e 55 mila km già si sono logorati in più punti, ma quelli dei sedili sono sfoderabili.

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