Apple Watch: perché non comprarlo (ora)

Come recita Wikipedia, nel keynote del 9 settembre 2014, Tim Cook e i suoi collaboratori presentano un nuovo prodotto Apple, l’Apple Watch.

L'Apple Watch ha il family feeling del primissimo iPhone.

L’Apple Watch ha il family feeling del primissimo iPhone. La meravigliosa cassa cromata, stondata agli angoli, è praticamente la stessa del primo iPhone.

L’Apple Watch desta notevole curiosità tra il pubblico, entusiasmo ed aspettativa per il suo utilizzo. Le app promettono di moltiplicarsi tra settembre 2014 e primo trimestre 2015, al termine del quale sarà messo in vendita.
Quelle che seguono sono personali valutazioni e impressioni non tanto su strada, giacché non è in mio possesso, ma su ciò che ormai è comunque dato sapere sull’Apple Watch.

1. L’elenco delle nazioni oggetto del lancio non comprende l’Italia. Probabilmente, visto che si sta parlando di un orologio, a influire nella mancata inclusione del nostro Paese sono stati determinanti due fattori: l’Italia non è (più) questo grande mercato di beni voluttuari, nello specifico smartphone top di gamma e orologi, e la crisi oramai endemica che sta attraversando il nostro mercato interno, oberato da due voci fondamentali: il mutuo per la casa e il carrello della spesa.

Questo tuttavia non è un particolare svantaggio. Come vedremo successivamente, l’Apple Watch si annuncia essere solo la prima generazione di una linea nuova di prodotti per Apple.

2. L’Apple Watch si serve di connessioni wireless per presumibilmente 16 ore continuative di batteria a diretto contatto con il corpo umano. Nel caso specifico, due vene, la cefalica e la basilica, a forte portata sanguigna operano a pochi millimetri dalla fonte di emissioni radio wireless. Le cellule eventualmente alterate nel loro corredo genetico andrebbero in circolo per tutto il corpo. La cosa è aggravata dall’essere l’Apple Watch pensato particolarmente per gli esercizi sportivi (l’America sente molto la questione della sedentarietà, della cattiva alimentazione e dell’obesità).

La somiglianza col primitivo iPhone è impressionante.

La somiglianza col primitivo iPhone è impressionante.

Come si può facilmente comprendere con una ricerca via web, non esiste abbastanza letteratura medica su un’esposizione di onde poco potenti ma estremamente vicine ai tessuti umani per un tempo tanto prolungato (si tratta praticamente di tutto il periodo di veglia quotidiano) e continuativo (un orologio non si toglie dal polso se non per riporlo sul comodino e, in questo caso, metterlo sotto carica per la mattina successiva).

3. Lo spessore dell’Apple Watch è suscettibile di miglioramenti. Lo spessore dell’Apple Watch, venduto nelle due casse da 38mm e da 42mm, è stimato (fonte Wikipedia) in 12,6 millimetri.
Ora, teniamo presente che il suo design è praticamente lo stesso del primo iPhone presentato nel 2007 da Steve Jobs in persona e che quel cellulare aveva uno spessore paragonabile (11,6 millimetri). Invece gli ultimi due iPhone (6 e 6plus) pur avendo parte della fotocamera posteriore sporgente e non contabilizzata in questo calcolo, hanno uno spessore di soli 6,9 millimetri. Bisogna sperare che l’evoluzione di spessore e dunque peso dell’Apple Phone non ci impieghi 7 anni come fu per i due estremi della linea iPhone qui considerati.

4. Il materiale della cassa dell’Apple Watch è suscettibile di miglioramenti. C’è da giurarlo: questa prima generazione di Apple Watch uscirà piena di ammaccature, esattamente come accadeva al primo iPhone. Con l’aggravante che non sarà possibile proteggere l’orologio con involucri di silicone, inventati apposta per i vetri degli smartphone che alla prima caduta si frantumavano in tanti pezzi.

iPhone 3g

Gli orologi, per loro natura, sono una grandiosa protezione per il polso. Prendono molte botte e molti urti. Basta farci caso. Non sono esposti alle sole cadute, come i cellulari, ma anche a tutto giò che urta contro un braccio ciondolante.
Lo svantaggio di Apple in questo campo specifico è che tutti abbiamo avuto un orologio, tutti sappiamo cosa voglia dire e tutti invidiamo le casse in titanio e i vetri antigraffio. Ora, per un vetro antigraffio è necessario comprare la versione Apple Watch in acciaio cromato, facilissima da graffiare e ammaccare. Le altre due versioni sono alluminio e oro, quest’ultima venduta al prezzo assurdo di diecimila euro (assurdo fino a un certo punto, nessun orologio svizzero può competere tecnologicamente con un Casio Data Bank di venticinque anni fa, figuriamoci con uno smartwatch).

L’iPhone 3GS, che introduceva modifiche minori nel design. L’Apple Watch ha fondamentalmente lo stesso family feeling. La corsa della Apple verso prodotti più sottili, leggeri e dalla durata della batteria maggiore è fondamentale per la presentazione delle sue novità

Bisogna aggiungere una cosa. L’Apple Watch non è antischizzo, tantomeno waterproof. Altrimenti come inventarsi il prossimo entusiasmante keynote? Non lo vogliamo invitare il celebre nuotatore che mostra la app configurata per il suo allenamento in piscina?