Elezioni locali 2015

Perché gli italiani votano i soliti noti?
Beh, bisogna un po’ scindere il problema. Innanzitutto non tutti gli italiani votano. L’astensionismo è diffuso soprattutto in chi pensa che avere a che fare con lo Stato è da evitare quanto possibile.
Poi c’è la divisione tra italiani che lavorano nell’economia reale e italiani che traggono profitto dalle tasse. I primi sono più soggetti all’astensione, i secondi hanno evidenti interessi non solo a partecipare ma a essere addirittura filogovernativi, se il governo in carica dimostra di coccolarseli.
Quindi, bisogna calcolare che almeno 3,5 milioni di statali, e le loro famiglie, e un milione di cittadini che campano di politica, e le loro famiglie, voteranno chi dà loro da mangiare.
Questi sono anche gli elettori più intellettualmente vivaci, più lamentoni, hanno un allenamento quotidiano dovuto a pause caffé, sigarette, chiacchiere in ufficio con i colleghi svolte liberamente perché il Padrone, lo Stato, è un’entità che non esiste, e il Vero Padrone, i cittadini, sta lì col cappello in mano a chiedere la Grazia per quel che gli sta a cuore.
Poi c’è la parte improduttiva del Paese. L’INPS è fondamentalmente la trasformazione di ogni pensionato in elettore statale. Renzi ha un bel dire che quello di ieri non è un test su di lui, ma è facilmente immaginabile che abbia fatto il diavolo a quattro in consiglio dei ministri per consegnare ai pensionati parte del maltolto prima di ieri, annunciandolo (lo abbiamo visto) ai quattro venti, rimborso che avverrà ad Agosto (ma elettoralmente è come se fosse già avvenuto). In altre parole, memore della lezione berlusconiana, sia alle Europee (gli 80 euro ai dipendenti…) sia alle elezioni locali (parte del maltolto sulla pensione) Renzi si è comprato i voti, ha fatto voto di scambio, ha fatto campagna elettorale.