L’ispirazione

L’ispirazione é alzarsi dal letto con un pensiero fisso, dominante. È  trarre spunto da una lettura, da una persona, da un ricordo, da un avvenimento. L’ispirazione stimola l’immaginazione, stimola il progetto di un’azione, pungola la persona a fare.

Nella religione cattolica l’ispirazione è dettata dallo Spirito Santo: ma lo Spirito Santo era anticamente Minerva, che ispirava le azioni di Ulisse dicendogli esattamente come era la realtà e cosa bisognasse fare.

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Probabilmente, aldilà del mito, Minerva era un antico amore di Ulisse: una donna intelligente e allo stesso tempo bella. Un rimpianto che svegliava Ulisse all’azione, mentre la ricordava. Molto più efficace della caffeina, rimpianto e non rimorso, ovvero il rimorso di non aver osato allora, dentro il rimpianto degli anni perduti e di un destino diverso.

Minerva era cioè un’immagine di bellezza degli anni della gioventù della persona e dunque era il richiamo stesso alla vita: alla vita umana e non alla vita animale, a una vita civile, a una vita progettata, pianificata; e a una vita che elevasse.

Non è un caso che Atena nascesse già in arme, vergine guerriera, dalla mente del Dio, Figlia e Sapienza del Padre. Quel Zeus Teus Deus Juppiter che si impicciava volentieri dei destini e dei fatti dei mortali, sapendo trarre dalla miseria umana storie esemplari di semidei ed eroi. Minerva condensa tutta questa esperienza delle cose umane, e la porge all’eroe, dopo averla resa un’arma risolutrice.

La pianificazione della propria vita è concepita e meditata dalla donna in modo prioritario. L’uomo invece acquista con gli anni, per trasmetterla poi alla figlia con successo, e al figlio, di solito, con insuccesso.

Era il senso delle cose che si voleva ottenere, era il pensiero di essere all’altezza di quel ricordo: cosa avrebbe fatto, scelto, come avrebbe agito quella persona amata, al posto mio?

Esiste questo tipo di ragazza che ti sonda, ti cerca, ti chiama a sé, che non ha problemi a uscire con te per capire chi sei, per vedere nel tuo carattere un futuro insieme. Va al di là del tuo aspetto, al di là di ciò che momentaneamente rappresenti.

Ma non ne discute: ti sa, ti vede, sceglie e se tu sei addormentato e non ambizioso delle cose mondane a vent’anni ti lascia andare senza proteste, senza polemizzare, senza cercare comunque disperatamente di recuperare una situazione. Non perde tempo.

È proprio il pensiero che lei all’epoca non abbia perso tempo che ci ispira.

Io credo che tutta la filosofia si possa condensare nella filosofia greca e tutta la filosofia greca si possa condensare nei miti greci. Di modo che se uno sa ben meditare il mito greco (ri)conosce la vita, apprende a essere intelligente e sa entrare nelle cose.

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