La verità è la metafora del primo orgasmo, quello che ti faceva sentire sul tetto del mondo e che si é trainato dietro un vortice di illusioni, e tutti gli altri.
Da un lato ossessione, dall’altro strada già battuta con relativo disincanto.
Schiavi e liberi, messaggeri e solitari, latori e truffaldini.
Assedio, insidia, cospirazione, inganno, ruoli a carte scoperte. Non solo sigarette a commento, strascichi, stanchi tramonti, enigmi.
Voler conoscere la verità, anche solo per disprezzarla, per bestemmiarla, per adulterarla, entrandone nei meccanismi, saccheggiandone il fuoco inestinguibile, indimenticabile.
Il prezzo del foglio bianco, non aver altro da dire, e intanto tornare a sognare. L’insostenibile logora e costringe, obbliga a brevi assenze di piacere, la volontà dell’amore come avidità e bramosia dell’oggetto amato cede alla balia dei venti per una lontana idea forse desiderata, ma puerilmente.
Non sono più io.

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