Una delle cose che mi hanno sempre affascinato è la capacità di essere a seconda dell’assunzione di un ruolo contingente.

Immaginiamo per un momento un computer, o una calcolatrice. Essi esistono a prescindere dai calcoli che sottoponiamo loro. Non hanno bisogno di elaborare questo anziché quell’algoritmo. Non hanno l’idea della fama, della gloria, dell’areté.

Al di là della metafora, mi sono spesso immaginato in una situazione o in un’altra.
E mi sono chiesto se avrei avuto pensieri e azioni adatte sia a quel particolare contesto sia a dimostrare che la sopravvalutazione esagerata che faccio quotidianamente della mia intelligenza è ben riposta.
Ho anche pensato lo stesso degli altri, perché la conoscenza è un tipo di ingordigia che si nutre di altruità, e dunque anche di altruismo.
Un contesto stimolante può avere la stessa funzione di una scuola ideale: ti fa crescere.
E, del resto, tutti noi sopravvalutiamo i bambini, anche perché se non lo facessimo non li manderemmo a scuola, a forzare la propria crescita intellettiva.

Possiamo anche fare un altro tipo di operazione “spirituale”. Volgerci indietro, analizzare la biografia di alcuni personaggi famosi, quelli a noi più familiari, e giudicarli secondo questo metro, ammesso che sia quello giusto. Domandarci cioè se sono morti serenamente, perché prima, quando erano vivi, hanno combattuto l’universo privo di senso riempiendolo di senso per quanto umanamente gli era possibile, titanicamente, senza posa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...