Claudio Baglioni è un gentile signore forse oltre la mezza età, dai tratti signorili è un po’ monacali. Immagino anche che abiti in una grossa ma molto grossa villa fuori Roma, sulla costa, magari vicino la reggia presidenziale (chiamiamo le cose col loro nome) di Mattarella (ex Napolitano, ex Ciampi RIP, ex Scalfaro RIP, exetera exetera exetera).Ora, continuando con l’immaginazione, entriamo nell’avita dimora, su cui ha sfogato il suo estro architettonico, e ci fa accomodare su un grande divano orgogliosamente bianco, in mezzo a un enorme loft sotterraneo bianco, dove i collaboratori domestici tunisini vestono camici da sala operatoria bianchi mentre ci servono thé inglese e datteri.
La sua voce è pacata e cortese, si preoccupa che tutto quello che degustiamo abbia la temperatura giusta. Come sono lontani i tempi dell’urlatore che sfogava estro poetico e lirico in canzoni giustamente passate alla storia della musica leggera nostrana (che tutto il mondo ci invidia).
Mentre sprofondo nella seduta riemergono d’un tratto nella mia mente che, ripeto, sta immaginando, decenni di periferia romana, ora borgatar sottoproletar pasoliniana, ora piccolo borghese piddina illuminata, e dai loculi condominiali senza targa se non sul citofono escono tutti i subaffittati in cioce dei migliori annacci ottanta mia, quando che litigavano di littiggi familiari, soldi che non c’erano, e io so’ na signora, e io ero ‘n zignore, che tutti l’altri sentono, beati, finché non tocca a loro, finché… Finché sti litiganti disillusi la finiscono, e i loro figli persi in una tempesta di sentimenti coatti e inutilizzabili si chiudevano in camera e cercavano la bussola del cuore nelle canzoni di… Indovinate un po’ di chi?
A Cla’, torna a via Suvereto! Quella è casa tua, QPGA è casa tua. Tu devi invecchia’ al Nuovo Salario, alla Bufalotta, al Tufello, a Val Melaina, al Pigneto, a Corviale. Tu devi combattere qui. 

Ma che c’é a Lampedusa!

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Piccolo appunto sui Due Teologi di Jorge Luis Borges

Una delle eredità del pensiero socratico è la consapevolezza di non sapere tutto, idea condensata nella frase “io so di non sapere”.
Questa frase e questo concetto portano anche a una constatazione: noi possiamo essere più o meno consapevoli del nostro stato di conoscenza della realtà ma non di quello che gli altri sanno di ciò che ci circonda.

Per questo, dire a qualcuno che è intelligente, mentre noi ammettiamo di essere ignoranti, ha tutta l’aria dell’insulto. Come si fa infatti a dire di una persona che è intelligente senza una intelligenza e una conoscenza ampie? E d’altronde non è vero che le persone stupide ritengono stupido ciò che non comprendono?
Quindi, se la saggezza socratica ci dice che la realtà è in ultima analisi inconoscibile, anche se esplorabile, perché lanciarsi in un qualsiasi metro di giudizio di una persona di cui non si condividono le idee, trascinando la discussione su un piano disonorevole e primitivo?

E come si può poi biasimare l’indignazione altrui?

Ma tutto questo per dire che se Dio è a nostra immagine e somiglianza e due teologi combattono tra loro portando avanti due idee di Dio, forse quell’omonimo racconto di Borges sulla divinitá che nullifica gli opposti ha una chiave di lettura in più che andrebbe esplorata. Quella degli individui che vogliono insegnare senza aver imparato a imparare.

Cos’è realmente la Ue

La UE è la nuova Weimar tra Anglosassoni e Russia nel Great Game. Noi ci perdiamo in questioni ideologiche tra guelfi e ghibellini, ma dietro c’è sempre la geopolitica.
Per quanto riguarda Churchill, è stato tra i pochi a capire che Weimar non era altro che un mostro famelico, che nella sua versione hitleriana è stato alimentato proprio dagli inglesi. L’aristocrazia inglese e i Windsor temevano i russi, soprattutto nella loro versione bolscevica (ma quello ideologico rimane un dettaglio, un accessorio in un vestito) e fecero tanti accordi in barba ai trattati di Versailles, come l’accordo navale anglotedesco con il regime nazista, che permetteva alla Germania di riarmarsi. E l’annessione dei Sudeti. E l’anschluss dell’Austria, dopo aver assassinato il cancelliere filofascista.
Ma era la politica dell’equilibrio, del divide et impera. Solo che poi la Germania invece di litigare con la Russia ci fa un patto, non solo di non aggressione, ma anche di spartizione della Polonia.
E gli inglesi si sono sentiti traditi. Perché i tedeschi, la Germania, la Repubblica di Weimar hitleriana, non ha più chiesto il permesso a loro. Naturalmente non hanno dichiarato guerra alla Russia in modo diretto, anche se quella si annetteva mezza Polonia e, mi par di ricordare, la Finlandia, i paesi baltici ecc…
Churchill abbandonò la teoria dello stato cuscinetto sacrificabile, e sposò quella della cortina di ferro. O forse la inventò lui. Dopo aver coinvolto con due Sagunto navali gli USA in due guerre mondiali, l’Inghilterra riuscì a metterli in mezzo anche nella Guerra Fredda. Ma il gioco le riesce solo in parte, perché gli USA la costringono a rinunciare al suo Impero Coloniale, ossia al motivo delle guerre mondiali.
E siamo all’oggi. Dal 1989 al 1992 l’Impero Sovietico, quello di riferimento del PCI, fa default, forse anche per aver finanziato con soldi che non aveva Cuba e i comunisti italiani, togliendoli ai propri cittadini.
A quel punto in Italia c’è la rincorsa a chi è più filoamericano, solo che gli americani non finanziano il PD come facevano con la DC. Ma non è questo il punto.
Il punto è che la NATO si deve allargare a est PRIMA che l’orso russo si risvegli. Ecco perché la CEE diventa UE, ecco perché gli USA premono per far entrare Israele e soprattutto Turchia.
Ergo, questa UE non ha niente di ideale. Paga l’Inghilterra perché stia dentro (dai tempi della Thatcher) e ora paga anche la Turchia. Questa UE è la Weimar 2.0 e DEVE odiare la Russia, per esempio con le sanzioni.
Ma anche non tanto islamizzandosi, ma sunnitizzandosi. Ossia accogliendo in seno quel tipo di terrorista che in Russia aiuta gli indipendentisti ceceni.


“Se lo scopo fondamentale della cartografia è rappresentare le relazioni spaziali, non sorprende che molte delle mappe collezionate da Mode puntino a enfatizzare un senso di prossimità, o a volte di accerchiamento. Ne è un esempio questa carta diffusa dai nazionalisti tedeschi negli anni Venti, dopo il Trattato di Versailles che aveva costretto la Germania a pesanti concessioni territoriali. Semplicemente indicando le aree di cultura tedesca, spiega Mode, la mappa poneva le basi per la rivendicazione non solo dei territori persi a Versailles, ma anche di regioni che non erano mai appartenute al Reich, prefigurando le aggressioni che poi furono messe in pratica dal nazismo.” (testo di Repubblica / National Geographic Italia)