È stupido, per me, pensare che uno Stato debba concedere autonomie identitarie (perché è questo il punto) ad alcune sue parti, quando il suo dovere è rendere autonomo e realizzato l’individuo, il cittadino.Non credo che lo Stato Liberale debba essere federalista nel senso di uno spostamento all’indietro, alle invasioni barbariche, all’asservimento allo Straniero, della storia unitaria. Non credo nemmeno che debba essere uno Stato Minimo, a prescindere, se non nelle cose in cui oggi si dimostra elefantiaco: l’elevata tassazione, la burocrazia amministrativa e giudiziaria, l’intensa e confusionaria attività legislativa.

Credo che lo Stato Liberale, autenticamente Democratico, debba essere partecipato, da tutti, per un tempo limitato: che non debba avere o creare caste, sacche di rendita finanziata dalle tasse a vita, di mentalità latifondista protetta da Leggi Speciali, di negazione del lavoro a chi ha solo nel lavoro la sua possibile fonte di reddito.

Credo che lo Stato Liberale, Democratico, debba concretizzare il principio illuminista della Separazione dei Tre Poteri, quindi della separazione dei ruoli tra i cittadini che ricoprono queste cariche, limitatamente nel tempo e non a vita.

Questi Poteri, Legislativo Esecutivo e Giudiziario, devono essere SPESSO (ogni 4 anni) a disposizione dell’elettorato per una sola verifica e successivamente per un rinnovamento degli eletti che ne ricoprono le cariche (Limite di Mandato a 2 legislature di 4 anni ciascuna) e non, come accade oggi, che si verifichino tra loro, rendendosi autoreferenziali e aristocratici.

Credo che questa cosa debba valere anche per le Corporazioni ex fasciste, a cominciare dai sindacalisti: sindacalisti in carriera che vivono per sempre di oboli dei lavoratori E CHE QUINDI RIFIUTANO PER SE STESSI L’ESSERE UGUALI NEL RUOLO A CHI RAPPRESENTANO sono inammissibili in una Democrazia.

Piddini e sellini fanno fare tredici ai parenti delle vittime eccellenti candidandoli in collegi blindati, pur di raggranellare consenso e intascarsi con le tasse metà del pil che altri producono.
Assassinano Bachelet? Candidano Rosy Bindi (sua vedova universitaria)

Ammazzano Calipari? Candidano la Sgrena (sua vedova bellica)

Uccidono Massimo D’Antona? Eleggono Olga D’Antona (sua vedova alla CGIL)

Uccidono Giovanni Falcone? Candidano Maria Falcone. La stessa Maria Falcone dirà su Ingroia: “Rispetto la storia professionale dell’ex procuratore aggiunto di Palermo. Ma la storia di mio fratello è stata del tutto diversa. E non permetto a nessuno di parlare di Giovanni per autopromuoversi a livello politico [Virginia Piccolillo, Cds 31/1/2013]

Ammazzano Giuseppe Fava: eleggono Claudio Fava.

Ammazzano Giorgio Ambrosoli: candidano Umberto Ambrosoli.

Ammazzano Valter Tobagi: Benedetta Tobagi viene indicata da associazioni vicine al PD consigliere di amministrazione Rai.

Uccidono Luigi Calabresi: esemplare è il cv, tutto politicizzato, di Mario Calabresi.
E chissà quanti ne ho dimenticati.
SPECULARE CONSENSO SU MORTI TRAGICHE E PREMATURE FA SCHIFO.
La prassi è talmente inveterata che su di essa si è mossa in modo spurio la Madia, il cui padre nessuno ha ucciso ma è pur sempre morto anzitempo.
p.s.: Dimenticavo… Giuseppe Marrazzo è “scomparso nel 1985 all’età di 56 anni a seguito di un’emorragia cerebrale. Il figlio Piero ha dichiarato che la morte per cause naturali di suo padre gli ha quasi sicuramente evitato una morte violenta in quanto le sue inchieste sulla camorra lo avevano esposto a varie minacce di morte.” (Wikipedia)