Confusion. No connections.

Ho cominciato a interessarmi alle coincidenze leggendo a quindici anni le poesie di Jim Morrison. Lui le chiama “connections”.

Più tardi, a forse venticinque anni, vidi per caso uno spizzico di una trasmissione chiamata, appunto, “Connections”. Si parlava di iconografia cristiana: mostravano un dipinto parietale paleocristiano di Gesù nelle cripte di San Pietro. Cristo era imberbe, aveva l’anastolé, e la sua aureola era la stella macedone. In altre parole era Alessandro Magno.
Guidava una biga, come Apollo, e governava il Sole (un lavoro quotidiano).

Domandai, durante un corso di addetto stampa, a Salvatore Spoto. Lui mi rispose che conosceva la questione e che la Chiesa gli fece intendere che fosse meglio tacere.

Dunque, le connessioni esistono, sono lì per illuminarci e allo stesso tempo confonderci, e il palazzo concettuale che ci governa può andare in fiamme da un momento all’altro, esattamente come quello di Persepolis.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...