Il royal weddings

L’avvenimento di oggi, il matrimonio tra Harry e la non giovanissima Meghan, è stato commentato dai media italiani come se si trattasse di una favola bella. Si è messa in correlazione da un lato l’irrequietezza della rossa ex ruota di scorta (ormai sulla seconda mano nell’elenco degli eredi al trono, dopo i tre figli di William) con la perdita della madre (anch’essa senza requie finché era viva) e i problemi psicologici derivanti (di cui i due figli di Diana hanno reso un coming out poco tempo fa).

D’altro canto si è raccontata la biografia della divorziata attrice americana, sciolta e disinibita nelle sue interpretazioni per la tv, appartenente a un nucleo familiare variopinto nell’etnia ma, e questo è ciò che conta, ancor più nei sentimenti litigiosi tra i suoi membri: genitori divorziati, una sorella che la odia, eccetera.

In realtà, per l’ennesima volta, la Rai (e Mediaset a seguito, per negligenza e disinteresse) ha confezionato una meravigliosa marchetta alla monarchia britannica, culminata nell’evitabile diretta su Raiuno a ora di pranzo.

La tv di Stato, cioè, dimentica dei valori laici, democratici, partecipativi e di emancipazione del cittadino tramite il lavoro, ha celebrato una monarchia che, attraverso il Commonwealth (vedi le composizioni floreali, fatte di essenze provenienti da 50 diversi Paesi), ancora coltiva la tradizione dell’Impero Britannico, e con la sua finanza tenta incessantemente di ammorbare anche il resto del pianeta.

Il matrimonio di Harry è un matrimonio ormai tradizionale per i Windsor. C’è il precedente di Edoardo con la Simpson, con lui che si eclissa, portandosi il fardello di una simpatia nazista (in chiave antirussa) in realtà comune a tutta l’aristocrazia inglese, e Wallis che lo sposa nonostante sia (anch’essa) divorziata.

Ma non è solo questo. L’Inghilterra, e in parte le Isole Britanniche, desidera sentirsi americana. È una condizione sociale di reciproca compenetrazione che negli ultimi decenni ha avuto ulteriore sviluppo.

Infine, la May aspira a trovare in un rapporto speciale con gli Usa la sua personale Brexit Strategy, anche se l’uscita dello Uk dalla Ue rivela ancora una volta quanto l’essere umano, appena può, cerchi di distinguersi. Noi italiani lo sappiamo bene: i piemontesi arrotano la parlata, i siciliani si sentono arabi e alternativi.

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Molto noioso. Potevano andare dal sindaco di Londra. Rito musulmano. Così facevano 31.

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