Lourdes è un frigidarium

Cercherò di stabilire i motivi per cui mi sono trovato a individuare nei pellegrinaggi a Lourdes una motivazione “termale”. Come si sa, Lourdes è un centro di apparizioni mariane situato, come Fatima Medjugorje e Loreto, nella cosiddetta Rosary Belt, ossia attorno al 40° N.

Le mie domande sono le seguenti:

A) L’acqua di Lourdes sorge spontaneamente dalle rocce? SI

B) Le vasche dove i pellegrini fanno i bagni sono alimentate da tale acqua? SI

C) Le vasche dove i pellegrini fanno i bagni sono esposte a nord? SI

D) I pellegrini vi fanno i bagni per immersione totale del corpo? SI

E) I pellegrini traggono giovamento da tali bagni, tanto da portarsi l’acqua a casa? SI

F) Come è definibile l’acqua di Lourdes? Fredda, attorno ai 4°C (la temperatura di massima densità per unità di volume), senza particolari caratteristiche note.

Dunque l’acqua di Lourdes è chiaramente assimilabile all’acqua di un frigidarium, o di ciò che oggi sarebbe definita come terme di acqua fredda. In effetti Lourdes ospita un frigidarium, e un romano antico l’avrebbe certamente descritta così. Si può affermare addirittura che sia un frigidarium sacro, ed è noto che Lourdes sia posta nelle vicinanze di centri termali pirenaici. Ora, bisognerebbe sapere solo se tali bagni in acqua fredda erano fatti d’abitudine anche prima del 1800.

L’immersione del corpo in un’acqua così fredda viene fatta in un intervallo di tempo estremamente breve. Tempi più lunghi sarebbero naturalmente pericolosi. Un tempo così breve tuttavia da la possibilità all’acqua fredda di comunicare al corpo uno schiaffo termico, al quale il corpo stesso reagisce con una benefica sferzata di energia. Lo shock termico è tale per cui si parla di acqua che non bagna.

Oggi per terme s’intendono solo i calidarium, non è più presente la distinzione romana, e l’aspetto religioso di sorgenti spontanee non è certo lo stesso di quando esisteva il “paganesimo”.

I Patti Lateranensi

Ogni 4 Febbraio il Capo dello Stato e il Papa festeggiano l’anniversario dei Patti Lateranensi con cui Sua Eccellenza il Duce pagò tangente allo Stato della Città del Vaticano all’epoca, per risolvere la Questione Romana (eredità risorgimentale). I soldi avuti da un Regno d’Italia poverissimo e piagato dalla gravissima emorragia dell’emigrazione (che da un lato fece del colonialismo italiano una deviazione dallo standard britannico allora in voga, e dall’altro fa capire quanto le Leggi Razziali del 1938 – 16 anni dopo la Marcia su Roma in un’epoca in cui i treni non tardavano 5 minuti – fossero un’umiliazione italiana verso il dittatore austroungarico della Germania) permisero ai sacerdoti, ai vescovi, ai cardinali e ai pontefici di imporre lo IOR nei mercati finanziari internazionali e di fare del Vaticano un paradiso fiscale.
Questo tanto per dire qualcosa sul convitato di pietra di oggi. I Patti Lateranensi sono parte integrante dell’eredità fascista, come le Leggi Razziali, il welfare, le infrastrutture e l’incapacità italiana di respingere l’abbraccio mortale dell’Asse d’Acciaio, istigato dall’Inghilterra, che sulla falsariga di esso churchillianamente imporrà all’Europa la Cortina di Ferro.

E oggi? Oggi che la UE unisce il continente e le politiche inglesi di divisione ed “equilibrio” vanno alla deriva verso l’Atlantico, non solo l’Irlanda ma anche la Scozia cercano di staccarsi da Londra.
Per quel che riguarda l’Italia invece la Questione Romana si estende all’impunità vaticana in materia fiscale e finanziaria. Perché è per questo che il Vaticano esiste: per garantire loro l’impunità.